+ PACE TRA GLI UOMINI E… IN TERRA!

Da quanto non scrivo un pensiero-BLOG?
Da molto mi sa… forse anche troppo, e allora provo a farlo con qualcosa a tema, visto che siamo a Pasqua, e non c’è occasione migliore per ripresentarmi con una bella riflessione sul senso della festività stessa, da tutti intesa come un evento importante di riconciliazione, buona speranza e tanta PACE! (e non solo per una questione puramente religiosa)
Già… la PACE; quella stessa che evochiamo anche nel gesto di consegnare un ramoscello di ulivo benedetto o di augurare la serenità a braccia aperte a chiunque ci è davanti… ma siamo sicuri che sia possibile augurare una buona Pasqua di PACE in maniera così spontanea e facile in ogni parte del mondo?

Ci siamo mai chiesti quanto sia facile, o meno, augurarsi la PACE con un semplice augurio verbale ed una stretta affettuosa?

Io ci ho provato ad informarmi e vorrei tanto non averlo fatto, almeno non rabbrividirei davanti a questi numeri che di Pasqua, PACE, ALLEGRIA e RISURREZIONE non hanno niente in comune: 67 e 780!
Sembrano cifre senza senso e connessione, ma ci sbagliamo perché sono la spaventosa somma che provo a dettagliare meglio:

AFRICA = 29 STATI coinvolti e 241 confitti in atto
MEDIO ORIENTE = 7 STATI coinvolti  e 257 conflitti in atto 
ASIA = 16 STATI coinvolti e 171 conflitti in atto
EUROPA = 9 STATI coinvolti e 81 conflitti in atto
AMERICHE =  6 STATI coinvolti e 27 conflitti in atto
Se tiriamo le somme, ci ritroviamo che le 2 cifre menzionate corrispondono perfettamente, oltre che considerare che in luoghi, più o meno lontani da casa nostra, non c’è possibilità di augurarsi una buona Pasqua tanto facilmente, perché ci sono più di 780 guerre in atto nel mondo!

E’ una triste realtà che spero cambi in fretta, perché credo che la strada dell’estinzione di massa sia proprio questa qui… ed allora preferisco fermarmi nelle riflessioni, augurando a tutti una Buona Santa Pasqua, con la certezza che qualcuno, proprio come è accaduto a me, stia considerando che al mondo c’è davvero bisogno di più amore, rispetto e forse un vero miracolo: PIU’ PACE TRA GLI UOMINI e meno odio tra i popoli!
GIan

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1, 2, 3, 4 e si ricomincia a contare e… MORIRE!

Oggi parto da un numero AGGHIACCIANTE! CINQUEMILIONI
E’ questo il dato che emerge dalla spropositata differenza che esiste tra i paesi dell’Africa Subsahariana (dove nei primi 28 giorni di vita muore 1 bambino ogni 33 nati) rispetto a quelli dei Paesi “cosiddetti” Sviluppati con 1 neonato morto ogni 333!
Facile determinare, per calcolo matematico, che la media di mortalità infantile europea se potesse essere eguagliata anche nei paesi africani si salverebbero circa 5 milioni di neonati dalla morte sicura!

Il perché di tanta mortalità non devo essere io a spiegarla o elencarvela; a me interessa smuovere coscienze affinché si possa approfondire un po’ di più su certe “Campagne Solidali”, che ci hanno così tanto abituato alla frequenza e alla periodicità, che non sanno più trasmettere il vero messaggio che sarebbe da diffondere, che va ben oltre la raccolta di fondi!
Oramai, siamo assuefatti da questo “DONARE ad SMS”, che neppure ci interessa approfondire, ed  invece… bisognerebbe sapere che, in certe parti del mondo, sono più di 6 milioni i bambini che, al di sotto dei 5 anni, muoiono per malattie facilmente curabili e prevenibili, se solo si comprendesse che la malnutrizione, principale colpevole di queste morti innocenti, è una calamità che si abbatte sui popoli sottosviluppati, non sempre colpevoli e troppo spesso solo VITTIME della povertà, ma anche delle guerre e, soprattutto, dei disastri naturali ed i cambiamenti climatici, (dove tutti abbiamo le nostre buone colpe e partecipiamo ad avvicinare sempre più gli uragani all’Europa… lo scioglimento dei ghiacciai… l’inquinamento delle falde acquifere o dell’aria e via discorrendo…)

Credo che, se approfondissimo di più i motivi e le ragioni dei tanti mutamenti a cui siamo costantemente esposti, e ai quali prendiamo parte attiva (consapevoli o meno), si potrebbe riuscire ad essere in molti di più a donare, partecipare e convincersi che, ce la possiamo fare a DIRE LA NOSTRA in difesa del diritto di VITA piuttosto che spendere montagne di soldi inopportuni e inappropriati (tipo quelli per gli inutili Referendum, i decreti salvaBanche o salva Aziende,  i GettoniPolitici, ecc.) o non trovare il tempo per approfondire argomenti che fanno rabbrividire, se solo considerassimo che 155 milioni di bambini ( vale a dire 2 VOLTE E MEZZA LA POPOLAZIONE ITALIANA) soffrono di malnutrizione che porta, ogni maledetti 5 secondi, ad una morte sicura per uno di loro!

E’ come un gioco… basta solo contare e ripetere insieme a me:
1…2…3…4… e d’accapo!

1, 2, 3, 4 e… d’accapo…  
(e intanto sono già morti 2 bambini!)

Possiamo riuscire ad interrompere quell’incessante contare fino a 5!…
La campagna “FINO ALL’ULTIMO BAMBINO” ci sta provando, e noi possiamo farlo insieme a loro, con un SMS al 45544

Per approfondire: video campagna FINO ALL’ULTIMO BAMBINO

DAL “PER SEMPRE”… alla morte!

Il primo appuntamento post-estivo con i miei pensieri a ruota libera, parte da una bella storia, dal finale tenero, romantico, se pur triste in quanto irrimediabile. Mi serve accennarvi di questo epilogo tra due innamorati, per rafforzare il concetto che l’amore “è eterno davvero finché dura” (come sosteneva De Régnier) e che il SUO “resistere” dipende quasi sempre da noi, che ne scriviamo il suo epilogo QUOTIDIANAMENTE!
Ma torniamo alla storia di questi coniugi, che dopo “soli” 75 anni di vita matrimoniale insieme, dove hanno condiviso ogni minimo dettaglio delle loro reciproche esistenze, alla morte dell’uno è seguita anche quella dell’altra, con un minimo intervallo di “separazione forzata”.
L’avete sentita la storia, vero? Mi riferisco a Jeanette e Alexander Toczko, coppia di San Diego, in California, sposati da 75 anni, che sono passati a “miglior vita” a poche ore di distanza (4!) l’uno nelle braccia dell’altra, come a voler sancire, e confermare ulteriormente, il loro immenso innamoramento nel simbolismo racchiuso in un abbraccio, che li ha cinti ed uniti in vita, come anche nel viaggio verso la morte, permettendo ad entrambi di realizzare il proprio ultimo desiderio; (quello di Alexander), poter esalare l’ultimo respiro tra le braccia della moglie, (e di Jeanette) di poterlo raggiungere il prima possibile!
Credo che ogni altro commento sia assolutamente superfluo, ed allora io provo a magnificare questa coppia, e il loro indissolubile amore, con un bell’aforisma che amo tanto, preso in prestito da un ANONIMO che recita così: “Non dirmi che sarà per sempre, ma dimmi semplicemente “A DOMANI”… e ripetilo PER SEMPRE!
Indubbiamente l’amore è bello e riempie di colori i pensieri, oltre che di entusiasmo la vita e di batticuori l’anima, ma… pretende impegno, costanza e abnegazione da parte nostra. Non basta promettersi “amor per sempre” per riuscire a garantirlo, perché nella sua straordinaria ingovernabilità, l’amore è un sentimento indomabile, che non si acquieta mai, e MAI si lascia soggiogare, perché LUI è esigente  e non si accontenta di ristagnare nei bei ricordi… NO!
L’amore pretende solo amore, con cui alimentarsi di nuova spinta, sapendo bene che il “PER SEMPRE” dipende dalla nostra volontà, e che per poterlo raggiungere e sostenere a lungo c’è bisogno di impegno, lealtà e veroAMORE… SEMPRE!
Io so per certo che l’amore eterno esiste… e che la base da cui partire è la complicità, così come la condivisione, l’affiatamento e l’impegno ad entrare in similitudine con l’altra metà del cuore, e poter dire con un sorriso sul cuore: “amore, siamo così completi che se trattieni il fiato, a me… manca il respiro!”

Bene… chiudo, ma permettetemi di rivoltare come un calzino la bella storia sull’amore eterno per mostrare anche la faccia apposta: quella dell’INDIFFERENZA, nella quale ci si perde, ci si sente soli… e ci si MUORE per l’assenza totale ed assoluta di rispetto, riguardo, interesse… ed AMOR PROPRIO e dell’ALTRUI COMUN!
Le due storie che ho raccolto hanno il 75 come numero in comune, anzi, come anni; da una parte la bella storia dei coniugi californiani e da quest’altra parte, (a casa nostra) quella di un uomo di 75 anni, trovato morto in casa, in zona periferica di Bari, che aveva esalato l’ultimo suo respiro ben 2 anni prima!!!
E’ notizia del  17 luglio che è passata quasi sottotono, nascosta, perché vergogna e fa rabbrividire, oltre che tanto riflettere su come sia facile chiudere una porta, sparirci dietro, e spesso: PER SEMPRE… che tanto neppure se ne accorgono della tua assenza!
Capisco che l’uomo in questione vivesse da solo e non ci fossero parenti in Italia, ma… che nessuno si renda conto che sia sparito da 2 anni fa tanto male doverlo accettare, ( e sono tantissime le situazioni similari che si ripetono in Italia ogni anno)… quando invece basterebbe un po’ più di partecipazione, interesse, riguardo, rispetto ed amore verso un “tuo prossimo” a cui uno CIAO, o un COME STAI… può salvare la VITA!

buona estate da spiagge e… MARE!

È da un po’ che non scrivo, e l’aver abbandonato questa sana abitudine di mantenere il contatto con voi mi rende triste, ma… facciamo finta che sia colpa del periodo feriale, da estate al mare, che invoglia a prendersi un po’ di pausa rilassante, così da affrontare ancora più energicamente la nuova stagione invernale.
Ma permettetemi, in questo “saluto estivo”, di rivolgermi a tutti gli amici che mi leggono, mi seguono o, semplicemente, sbirciano sulla mia bacheca, con la speranza che si soffermino qualche istante e possano dedicarmi quei pochi minuti necessari a completare la lettura del mio nuovo “pensiero-BLOG”, attraverso il quale provo a trasferirvi un malessere interiore che ho fatto mio, al punto da metabolizzarlo e ritenerlo un monito da non dimenticare mai, riferito a chi un’estate di sole, mare e belle serate sotto un cielo tappezzato di stelle: non può che sognarselo!!!
In questo ultimo periodo sono stato spesso a contatto con la malattia altrui, quella che ti tende le braccia solo perché tu possa stringerla un po’ e fargli compagnia, perché così non fa sentire troppo desolati o abbandonati a se stessi, soprattutto se riferito a quanti si ritrovano soli in un letto d’ospedale, tra gli stanzoni silenziosi e tristi di una casa di cura o di uno Ospizio o… più semplicemente e comunemente, non possono andare al mare perché non hanno più un lavoro, serenità mentale e fisica, non c’è più  una famiglia con cui condividere un nuovo giro in giostra o altri mille motivi diversi!
Ma il monito di cui vi riporto il senso è rivolto soprattutto a quanti continuano a domandarsi, standosene stravaccati sotto al sole a sfogliare un quotidiano, perché sbarcano da noi così tanti disperati… invece che restare in ossequioso silenzio o chiedersi perché, a così poca distanza da noi, esistano terre in cui si muore di fame e sete, violenza e guerra!
La GUERRA… quella che noi (fortunatamente) studiamo solo sui libri di scuola, ed altri (i disperati di cui sopra) invece, la vivono sulla propria pelle, facendone parte indissolubile  con cui arricchire il numero di chi muore ingiustamente in un’incredibile esplosione o spera che sul mare si possa finalmente aprire una porta che salvi… e non continui ad affondare vite!
Ma il mio pensiero all’estate si estende anche con rabbia a quanti proseguono ad alimentare la cronaca a giorni alterni, facendo più o meno “notizia” da approfondire…
(e su questo punto, credetemi, mi fa paura l’idea che l’amore malato e criminale, che continua a mietere vittime con una cadenza incredibile ed ingiustificabile, sia relegata a “nota da metà o fine telegiornale”, come le attuali storie di femminicidio, solo perché “continuano ad accadere”… o perché “è un male incurabile di una società miserevole” che si concentra sui drammi sociali a periodi alterni”, o a tema, come vere e proprie mode del momento, quasi a confermare che almeno d’estate le notizie le preferiamo “fresche” e sempre con argomenti nuovi!)

Volevo essere speranzoso e leggero, lo ammetto, ma…  non ci riesco, perché sono troppo arrabbiato con quello che ci sta capitando e la facilità con la quale siamo diventati tanti bravi ad assorbire ogni cosa, parlandone solo un po’ al bar… approfittarne per criticare… rinfacciare e polemizzare, invece che rimboccarsi le maniche ed agire nel silenzio di “più fatti e meno parole”.
Io al mare ci andrò, e spero anche tutti voi, amici miei, ma non dimentichiamoci di riservare qualche mezza giornata a quelle corsie… ai tanti volti tristi ed abbandonati che si incrociano ad ogni angolo di strada… e ai disperati dalla pelle bruciata dal sole o di tutte quelle anime in pena che non vorrebbero far parte delle notizie di un telegiornale, ma solo sapersi meno abbandonati dalla buona sorte o da tutti gli ALTRI (che saremmo NOI) e coltivano con fierezza un sogno immenso nel cuore: CHE ARRIVI PRESTO UN’ESTATE DA SPIAGGE ASSOLATE E MARE CALMO… ANCHE PER LORO!”

LIBERA… MENTE e cuore!

Il 25 aprile si commemora un evento storico importantissimo, quello del lontano ’45, che vide insorgere l’Italia contro l’occupazione tedesca, grazie ai valorosi partigiani, che comandati dai Comitati di Liberazione Nazionale (CLNAI) combatterono in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, ancor prima che sbarcassero gli alleati.
Senza alcun dubbio questo del 25 aprile è uno dei più edificanti esempi di patriottismo nazionalista, dove l’amor di patria e il desiderio della libertà ha permesso di scacciare l’oppressore al grido di “arrendersi o perire!
Una bella immagine da ricordare e commemorare con tutti gli onori possibili per quanto sia forte e importante l’orgoglio nazionale che alberga nei cuori di chi si sente figlio di quei valorosi difensori delle nostre terre… Terre tanto amate, ma a volte bistrattate e mal curate o, peggio ancora, sede di manifestazioni per niente edificanti (a mio parere), come quella organizzata da (non so bene chi).. che al grido di “meridionali del Nord” si sono ritrovati a Pontida per manifestare e fare… fare… Ma per fare cosa!?
Non voglio risultare offensivo o mancare di rispetto a niente e nessuno, ma quella “manifestazione antirazzista” non mi è piaciuta, perché sapeva di autolesionismo ed autocommiserazione. Ma era proprio necessaria? Ha portato a qualcosa di importante alla fine se per paura, timore o fastidio, chi è andato fin su a Pontida ha trovato una città svuotata e da “tutto chiuso” per… paura?

ATTENZIONE… a parlare è un uomo del Sud, orgoglioso delle sue radici e assolutamente convinto che la scuola di vita frequentata nell’infanzia e l’adolescenza, tra i vicoli di Napoli e le borgate di Roma, abbia permesso di accrescere la mia determinazione e la capacità all’adattamento, ma è stato fondamentale portarmi tutto dentro per vivere pienamente città del nord ricche di storia e tradizioni come Verona, il Veneto e altro ancora, che mi hanno inorgoglito tantissimo a sapermi e sentirmi, prima di ogni altra cosa, ITALIANO fino in fondo.. senza confini e limitazioni alcune, convinto che per migliorare una situazione di disagio in cui c’è il rischio di adeguarsi ed adattarsi al peggio, sarebbe meglio non subire le circostanze, ma cambiare le regole  di vita e di pensiero, potendo partire dal proprio modo di porsi e proporsi, accettando le differenze, senza solo e sempre criticarle, smettendola di inneggiare al passato o fare inopportuni confronti su paesaggi e climi diversi! (quello non porta a null’altro che ad accrescere il senso di inadattabilità e scontentezza).

Insomma… tornando al 25 aprile, giorno memorabile e di assoluto rispetto, spero tanto che sia occasione per gite fuori porta con predilezione ai luoghi storici di guerra, che hanno segnato tragedie e scempi inenarrabili, ma anche permesso di ottenere grandi conquiste di terre e ritrovata libertà: un diritto inalienabile del genere umano, che in un tempo in cui sembra minata ogni minima speranza al futuro c’è bisogno di credere più fortemente all’unità e l’amore tra i popoli, dimostrando che i veri confini sono nella nostra mente e che non c’è bisogno di muri, ghetti o luoghi da insediare ma… ponti e strade alternative dove incontrarsi, ritrovarsi, scambiarsi usi ed abitudini, culture e memorie, per accrescere il senso di appartenenza così da sentirsi orgogliosamente figli di una UNICA GRANDE e LUNGA ITALIA composta da 55 milioni di ITALIANI… sparsi su 20 Regioni… che raccolgono 93 provincie… e racchiudono 7998 comuni e, soprattutto, appartengono ad un’unica penisola di 1800 km, che in tanti avrebbero voluto portarci via e che, invece, grazie al nostro ORGOGLIO difendiamo con sacrificio ed onore grazie ad un AMOR DI PATRIA e ed una MENTE… da liberare da qualsiasi rancore, pregiudizio e lesionistica autocommiserazione che non porta a null’altro che irrequietezza malsana, mentre invece servirebbero più mani unite a comporre una catena nazionale che parta da Predoi (su a Bolzano) e arrivi fino all’isola delle Correnti (giù nel Mediterraneo) al grido di “orgogliosamente italiani tutti UNITI!”

Meglio la peggiore di tutte le democrazie che la migliore di tutte le dittature! (Sandro Pertini)

AUGURI e… tante sincere SCUSE!

Siamo ad un passo dalla Santa Pasqua e da buon Cristiano tra le mie parole scritte, e i tanti pensieri sparsi ovunque, deve trovare giusta collocazione la celebrazione di una ricorrenza importante, attraverso la quale si manifesta, puntualmente, il bisogno di inneggiare alla vita… la resurrezione che verrà ed il senso profondo dell’infinito celestiale e paradisiaco a cui appartiamo e si spera di raggiungere alla fine della nostra incredibile storia di vita!
Ma Pasqua è un’occasione anche per chi, tenendo volutamente Dio lontano dalla sua vita di tutti i giorni, ha l’opportunità di prendere spunto dalla solennità celebrata per chiedersi cosa poter fare, di intimo e personale, per provare a correggere qualche piccolo errore, minime sfaccettature e minute (o clamorose) dissonanze quotidiane con il resto dell’universo che lo circonda per ricredersi, provare a cambiare o, semplicemente, approfittarne per chiedere semplicemente SCUSA!
Avete letto bene, sì: “chiedere SCUSA, a prescindere degli errori commessi, quasi in maniera immotivata o non razionale, a chiunque si sente di amare, voler bene, stimare… Chiunque ci frequenta attimi o intere ore di vita, verso i quali depositiamo parte delle nostre gioie, sregolatezze, delusioni e tristezze…
Qualsiasi sia forma, sostanza, intensità e spessore di frequentazioni giornaliere (sia sul lavoro, nelle passione, nel proprio condominio, al parco giochi o nel piazzale della scuola dei figli) a TUTTI e per TUTTI… sarebbe bello poter trovare il coraggio e l’ardire di cogliere l’occasione per augurare una buona Santa Pasqua e chiedere SCUSA… per noi che siamo sempre troppo frettolosi, superficiali, egoisti e anche un po’ ipocriti a cercare i nostri interessi e vantaggi solo in un sorriso, una stretta di mano , un saluto fugace e poi scappar via!

Io ci provo a consigliarvi questa “stravagante” quanto significativa (almeno per me) occasione di unire e mescolare al sincero augurio di profondo rinnovamento e risorgimento interiore di fede e coscienza cristiana, anche un bisogno umano di sentirsi in pace con se stessi e chi ci fa bella la vita grazie ai propri sorrisi… sguardi… saluti, emozioni e auguri sinceri di Buona Santa Pasqua e tante sentite SCUSE per tutte le volte che non abbiamo saputo ascoltare e leggere quel bisogno di NOI… che non abbiamo saputo dare fino in fondo.

NON E’ UNA CARAMELLA!

Parto da una bella notizia: nel 2015 gli aborti scendono sotto la soglia dei 90mila casi!
Un successo storico e ci sarebbe da rallegrarsi non poco ma, come sempre accade, i numeri celano verità che vanno approfondite, soprattutto se scavando in profondità ci si rende conto che sono somme che nascondono ben altre cifre!
Se da un lato l’aborto viene sempre meno praticato, lasciando intravedere uno spiraglio speranzoso per “possibili” NUOVI ARRIVI, che giungono perché “finalmente” voluti… richiesti… desiderati e cercati con amore e non solo “subiti e dovuti accettare” per incuria, leggerezza o azioni riparatrici, dall’altra parte, però, fa sempre più tristezza il dato delle nascite che rasenta soglie di povertà davvero incredibili, da porci seriamente la domanda di quanto tempo ci vorrà ancora per trovare un’Italia troppo vecchia e stanca… abitata da soli anziani!
Ma tornando al numero degli aborti praticati, o delle pratiche di IVG, (per celare con una sigla il sospetto di un suicidio), lascia interdetti scoprire che questo dato è fortemente influenzato dall’assunzione di un contraccettivo ritardato, o da “riparazione in corso”, che prende il nome farmacologico di Uliprista Acetato, ed è comunemente conosciuto come la PILLOLA DEL GIORNO DOPO!

Immagino tanti già col dito all’insù, pronti a prenotarsi per dare voce alle proprie considerazioni, ma in questo mio pensiero-BLOG non cerco alleati di pensiero o combattenti buonisti o schiere di obiettori di coscienza e morale con cui battagliarsi, bensì, un’opportunità con cui riflettere ad alta voce con voi, da non voler trarre nessuna conclusione se non un’inevitabile considerazione: “Siamo sicuri che sopprimere (o più poeticamente, non permettere) ad una “SPERANZA” di trasformarsi e diventare VITA non sia un omicidio, pur se fatto ancora prima che diventi respiro e battito in un ventre materno?
E’ un po’ come riflettere sui processi all’intenzione o all’azione indiretta: tipo l’aver armato una pistola, che pur se non ha sparato ancora, l’abbiamo pur sempre trasformata in arma di difesa, minaccia o morte!

Sarai falso se non vi confidassi il disagio a non considerare l’assunzione della ”pillola del giorno dopo”, come un gesto troppo semplicistico e un po’ irresponsabile (almeno in materia di coscienza) perché parliamo di interrompere un processo destinato a creare VITA… non da meno di quanti assumono una RU486 (nei primi 49gg) o si arrendono all’intervento chirurgico, che nonostante i tantissimi medici obiettori respingono, così come anche la società sempre più puritana (e perciò troppo bigotta) e religiosa, tacciando il gesto irresponsabile marchiandolo come omicidio impunito e legalizzato!
Io credo che ci possa essere maggiore moderazione, facendo più attenzione o tutelandosi con metodi “ancora più sicuri” con cui evitare spiacevoli inconvenienti da correggere con una bella caramella farmaceutica, che se da un lato libera, dall’altra parte imprigiona a vita (ANZI… A MORTE) la possibilità che da quella ”imprudenza” inattesa o indesiderata, possa determinarsi speranza per una nuova VITA a cui destinare una possibilità di crescere da figlio adottato o minore affidato o uomo libero che può raccontare a tutti quanto è bella la vita!

Chiudo qui la mia considerazione sulla “pillola” che non è una caramella e andrebbe assunta con meno leggerezza; almeno questa è la visione di chi ha una storia personale per la quale mi è doveroso ringraziare chi tanti anni fa mi ha preferito ad un NO, ad un aborto o ad una CARAMELLA… consegnandomi al DESTINO che mi ha permesso di interpretare una storia incredibile ed unica… LA VITA MIA!

I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché. -Mark Twain-

La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. -Osho-