MEMORIA DI UNA GIORNATA… INENARRABILE

Oggi mi soffermo sulla MEMORIA di una giornata altamente commemorativa, quella del 27 gennaio del 1945, quando le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Aushwitz, permettendo al mondo intero di venire a conoscenza di quali atrocità e barbarie si fosse macchiato l’esercito tedesco nel loro atto criminale di genocidio nazifascista.
E in questa ricorrenza a riesumare vergogna e lutto per l’umanità si parla dell’Olocausto, conosciuto dagli ebrei come Shoah, periodo che va dal gennaio del 1933, dove il criminale Hitler divenne Cancelliere di Germania e l’8 maggio del 1945, fine della guerra in Europa. La parola “Olocausto” vuole dire, letteralmente “un sacrificio bruciato” e rimanda alla folle ideologia nazista secondo la quale la distruzione del popolo Giudeo era un sacrificio necessario per risolvere i mali economici della Germania e l’Europa… e così, ne hanno ammazzati più di 6 milioni!

Ma di quanto ho riassunto, credo, tutti sappiano già tanto, e forse anche più di me, ma quanti tra voi si sono mai chiesti: “perché tutto questo odio contro gli ebrei?” Sembra assurdo eppure, la risposta, alla fine, si riassume in un preclusione, sapete?  O, ancora meglio, in varie supposizioni e preconcetti; dall’essere un popolo troppo intelligente a ricco e compatto, fino a quella più eclatante, di pura natura cristiana, per giunta.
Ma proviamo a riassumerne i motivi di tanto spietato odio contro un popolo, fin dal 438 d.C., con gli editti di Teodosio e Valentiniano che vietavano l’accesso alle università e alle cariche pubbliche gli ebrei.
La più antica delle fonti antisemite è che “gli ebrei sono quelli che hanno crocifisso Gesù” e su questo concetto la chiesa per secoli ha alimentato una convinzione demagogica che serviva, in realtà, solo a giustificare la persecuzione e l’eliminazione della “concorrenza religiosa” visto che l’ebraismo era una potentissima religione monoteista rivale.
Nel medioevo, poi, la PESTE ha annientato decine di migliaia di persone e, per quanto l’origine fosse intesa misteriosa e a stretto contato con il diavolo, era “inevitabile e facile” attribuire ogni colpa agli ebrei, che scatenavano periodicamente la peste per eliminare i cristiani.
Altri eventi storici-ecclesiali si riferiscono al Concilio Laterano del 1215, quando Papa Innocente III, nemico giurato degli ebrei, vietò ai cristiani di prendere soldi con interessi dagli ebrei, fino a giungere ai “tempi nostri” con l’antisemitismo di Hitler, (iniziato nel 1938 da Mussolini in Italia), che definiva gli ebrei una razza che vuole rovinare le altre sulla terra, addossando loro colpe sulla sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale in quanto, mescolandosi agli altri popoli, soprattutto tedesco, gli ebrei avevano imbastardito le razze pure, distruggendo purezza e loro forza!
Insomma… questo popolo, per giunta prediletto da Dio, è da sempre al centro e accentratore di rabbia, invidia ed odio, e attraverso loro, nella giornata della memoria si identifica nell’Olocausto il massimo atto disumano subito, ma… voglio finire con una riflessione ancora più cruenta: non vorrei che questa “giornata della memoria” sia solo in commemorazione degli ebrei perché, nella realtà dei numeri, in quei maledetti campi di concentramento, a morire sono stati quasi 14 milioni di persone, numero ben maggiore di quello ristretto e circoscritto ai soli ebrei, che include più di 6 milioni di civili e slavi, 5 milioni di prigionieri di guerra, 1 milione di dissidenti politici, dissidenti e 500 mila antinazisti tedeschi, 800 mila tra Rom e Sinti; 300 mila portatori di Handicap ed oltre 200 mila omosessuali!

Tutta questa somma di agghiaccianti numeri mi serve solo per provare a concludere il mio pensiero sulle atrocità della guerra, estendendo ad umiliazione e vergogna il silenzio ed il dolore provato per un crimine di guerra così assoluto, che ha proporzioni ben più vaste dei numeri che si leggono in giro, ed hanno coinvolto tutti quelli che… non si sa bene per quale preciso motivo e ragione, erano da estinguere dalla faccia della terra perché da sempre definiti DIVERSI! (ma “diversi”… da chi?!)

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VOCI DI DONNE E DI PACE

Il primo “Blogpensiero” lo destino a questa notizia che… tutto ha fatto, tranne che da notizia per i telegiornali di mezzo mondo.

Partiamo con ordine, o meglio ancora, da una canzone, frutto di un’alleanza tra artiste folk israeliane e palestinesi a chiusura celebrativa dell’iniziativa promossa da “donne per la pace”,  un movimento pacifista nato in Israele nel 2014 e promotore di una marcia lunga 200 chilometri che ha visto, nell’ottobre del 2016, migliaia di donne ebreemusulmane e cristiane unirsi in un cammino di pace verso Gerusalemme.

“Non ci fermeremo finché non sarà raggiunto un accordo politico che porterà a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti un futuro sicuro”, è scritto nel sito del movimento, che si dichiara “senza leader e figlio del passaparola spontaneo sui social network”.  Il gruppo fondato da poche israeliane nell’estate del 2014, durante l’ultimo attacco a Gaza, si è allargato nell’arco di poche settimane e oggi Women Wage Peace conta sul sostegno di migliaia di donne in tutto il Paese: laiche, religiose, di destra o sinistra, colone, musulmane, ebree e cristiane; donne provenienti da ogni settore della popolazione, unite da una sola ed indiscutibile richiesta: “che i nostri leader politici lavorino con rispetto e coraggio, includendo la partecipazione delle donne per trovare una soluzione al conflitto”.

«Sapete una cosa? Quando ci si mette dalla parte della verità, la pace è destinata ad arrivare». queste le parole di Leymah Gbowee l’attivista liberiana che nel 2011 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace (assieme a Ellen Johnson Sirleaf e alla yemenita Tawakkul Karman) per aver guidato il movimento nonviolento composto da donne cristiane e musulmane che è stato cruciale nel porre fine alla guerra civile in Liberia.

Bene. Questa, a grandi linee la “notizia”, che trova facile riscontro su tutto il WEB, a partire da quel famoso video con  oltre 52 milioni di visualizzazioni (video Marcia su Gerusalemme). Ma adesso mi sia permesso, in coda, un mio risentimento fortissimo per non aver sentito parlare nessun telegiornale di questa “grande umanità al femminile, che si spinge oltre ogni Credo religioso ed etnico, puntando forte nella direzione del rispetto, l’amore tra i popoli e il diritto al confronto.

Molti (voglio credere, in errore) sostengono che non ci sia stata abbastanza rilevanza mediatica e giornalistica solo perché è un’azione promossa da DONNE, che in quei posti hanno ancora pochi diritti, non solo a manifestare e protestare, ma anche a truccarsi, fumare per strada, guidare un auto, scegliersi il marito o saper dire di NO ai soprusi e le imposizioni maschiliste.

Io sono certo che di questa notizia, presto, si parlerà in maniera diffusa e testamentaria affinché siano ancora una volta le DONNE a stupire tutti, imbracciando chitarre e fiori, senza più dover sfilare solo per “protesta” (come accaduto anche contro Trump al suo insediamento)  contando su sempre più voci, per un coro che raggiunga ogni angolo della terra, che legittimi il diritto a poter partecipare… consigliare e, alla fine, anche comandare… perché forse solo così un po’ di brutte cose al mondo le riusciremmo a colorare di rosa e di MIGLIORE!

il perché di questo BLOG!

In tempi in cui tutti scrivono e nessuno ama più leggere, io sono qui a rendere pubblici i miei pensieri personali, le mie riflessioni e considerazioni della mente a te, che sei qui di passaggio… di proposito… di sfuggita o per restarci un po’ e provare a condividere, commentare o soltanto leggere qualcuno dei miei mille pensieri quotidiani, che affollano la mia testa, come un frequentatissimo incrocio metropolitano, con il bisogno di farsi strada per provare a comprendere quando sia distante o diversa la mia idea da quella tua, così da provare un gioco: migliorarci, raffrontarci e, perché no, provare a restare uniti, anche se da lontano, grazie all’artificio di 4 chiacchiere e 2 pensieri scritti in bella copia con la tastiera di un PC!
Ci proviamo? Io parto adesso ma tu… seguimi ed aiutami a non fermare più i miei, come anche i tuoi, i nostri e di chiunque provi a passar di qui e rendere ancora più liberi e belli i propri pensieri!
Buona lettura a tutti
Gianco